OK, diamo inizio a questa storia: sono a casa col mio amico schizofrenico, è giorno ed il coniglio si è rintanato dietro il divano.
"Non credere che sarà facile."
Lo so che non sarà facile: sono anni che non scrivo una riga, tranne quelle specie di flussi di coscienza che non riesco ad organizzare in qualcosa di vagamente...
"Non quello."
Cosa?
"Tutto."
...
Comincerò allora col questionare se sia stata una buona idea invitare uno schizofrenico a stare nel mio studiò di 12 m2 per 5 giorni.
Voglio dire che mi pare abbastanza evidente che la situazione possa divenire di difficile gestione per chiunque, ma io devo sempre prendermi la il pezzo di torta più grosso.
Non sono un ingordo, semplicemnte mi sopravaluto.
Questa pagina è piena di spazi bianchi, come probabilmente è piena di buchi la mia coscienza di tutta questa situazione, altrimenti avrei escogitato qualcosa, un piano, un modo intelligente per affrontare tutto, magari questionabile, ma ragionato.
E invece siamo di nuovo qui, col coltello in bocca all'arrembaggio del mondo, impreparati a tutto.
Mi chiedo se tutto questo non sia veramente un gioco per dilettanti, voglio dire che se veramente avessimo tutti a che fare con dei professionisti, con gente del mestiere, magari ci aspetteremmo qualcosa di meglio.
Invece siamo sempre ad arrangiarci e a ringraziare.
L'ora del dilettante, per sempre: "vecchi senza esperienza", come dice la canzone.
Il battere dei tasti da una parte e dall'altra dello schermo mi ricorda la curiosa alienazione in cui sto cercando di trincerare qualche attimo d'intimità, probabilmente ne ho bisogno.
Forza, proviamo a staccare da terra questo leviatano e vediamo se può ancora volare: smettila di usare i duepunti e prova a mandare avanti questa storia.
Mi alzo con la scusa di farmi un teh solo per prendere qualche minuto di congedo da me stesso, mi ci ero rintanato per prendermi un po' di tempo dal mondo ma temo che il mondo sia proprio quel posto dove cerchi un po' di riparo de te, in un gioco di specchi grottesco.
"Non credere che sarà facile."
Lo so che non sarà facile: sono anni che non scrivo una riga, tranne quelle specie di flussi di coscienza che non riesco ad organizzare in qualcosa di vagamente...
"Non quello."
Cosa?
"Tutto."
...
Comincerò allora col questionare se sia stata una buona idea invitare uno schizofrenico a stare nel mio studiò di 12 m2 per 5 giorni.
Voglio dire che mi pare abbastanza evidente che la situazione possa divenire di difficile gestione per chiunque, ma io devo sempre prendermi la il pezzo di torta più grosso.
Non sono un ingordo, semplicemnte mi sopravaluto.
Questa pagina è piena di spazi bianchi, come probabilmente è piena di buchi la mia coscienza di tutta questa situazione, altrimenti avrei escogitato qualcosa, un piano, un modo intelligente per affrontare tutto, magari questionabile, ma ragionato.
E invece siamo di nuovo qui, col coltello in bocca all'arrembaggio del mondo, impreparati a tutto.
Mi chiedo se tutto questo non sia veramente un gioco per dilettanti, voglio dire che se veramente avessimo tutti a che fare con dei professionisti, con gente del mestiere, magari ci aspetteremmo qualcosa di meglio.
Invece siamo sempre ad arrangiarci e a ringraziare.
L'ora del dilettante, per sempre: "vecchi senza esperienza", come dice la canzone.
Il battere dei tasti da una parte e dall'altra dello schermo mi ricorda la curiosa alienazione in cui sto cercando di trincerare qualche attimo d'intimità, probabilmente ne ho bisogno.
Forza, proviamo a staccare da terra questo leviatano e vediamo se può ancora volare: smettila di usare i duepunti e prova a mandare avanti questa storia.
Mi alzo con la scusa di farmi un teh solo per prendere qualche minuto di congedo da me stesso, mi ci ero rintanato per prendermi un po' di tempo dal mondo ma temo che il mondo sia proprio quel posto dove cerchi un po' di riparo de te, in un gioco di specchi grottesco.